Life in space: verdure su Marte per coltivare meglio sulla Terra

Life in space: verdure su Marte per coltivare meglio sulla Terra
lunar green house

Resoconto del convegno :

Life in Space“: verdure su Marte per coltivare meglio sulla Terra.

C’è chi pensa, come l’Agenzia spaziale europea, a un “Moon Village” – una base permanente sulla Luna che potrebbe essere utilizzata in molti modi oltre che come tappa intermedia del viaggio verso il Pianeta Rosso – e chi invece, come la società privata Mars One, pensa di insediare una colonia permanente su Marte, con missione di sola andata con il primo equipaggio nel 2027. Comunque la si veda, il viaggio umano verso Marte è ormai nei programmi delle agenzie spaziali del mondo. Un viaggio molto lungo (e, al momento, senza ritorno), mesi durante i quali bisogna assicurare la sopravvivenza degli astronauti, quindi aria, acqua, cibo.

Proprio di sistemi di supporto vitale per le missioni spaziali e di coltivazioni spaziali si è parlato lo scorso 25 maggio a Roma durante il convegno “Life in Space”, organizzato da Federlazio, in cui si è fatto il punto sulle più recenti innovazioni scientifiche e tecnologiche nel settore delle colture protette e presentato lo stato dell’arte della ricerca internazionale sui sistemi per la coltivazione di piante in ambiente spaziale con particolare attenzione ai Sistemi di supporto vitale in grado di assicurare anche la rimozione del contaminanti dell’aria e il trattamento igienico delle acque.

Gene Giacomelli (Direttore del Ceac, Controlled Environment Agriculture Center dell’Università dell’Arizona) ha illustrato il prototipo della Lunar Greenhouse, una serra di forma cilindrica, 5 metri di lunghezza e 2 di diametro, un sistema chiuso dove tutto si rigenera e dove si provano varie coltivazioni (patate dolci, fragole, lattuga). Ricordiamo come diversi dimostrino quanto il consumo di cibo fresco oltre ai considerevoli vantaggi per l’organismo, porta diversi e significativi benefici a livello psicologico.

Gli studi per i viaggi spaziali e lo studio di tecnologie di sopravvivenza nello spazio, però, non serve solo per lo spazio ma anche per la Terra, per trovare il modo di coltivare di più con meno risorse.

Una necessità avvertita con forza nel Lazio – dove del resto AgroSpace è nata con Federlazio – un’attenzione cresciuta nel tempo, ribadita nel corso dell’evento dagli assessori regionali allo Sviluppo economico e Attività produttive Guido Fabiani e all’Agricoltura Carlo Hausmann, presenti insieme al presidente di Lazio Innova Stefano Fantacone, David Granieri presidente di Coldiretti Lazio, Marcello Onofri (presidente del Cluster tecnologico nazionale Aerospazio) e al sottosegretario al Miur Davide Faraone.

“I contesti affrontati nel corso del convegno – ha detto il presidente di Federlazio Silvio Rossignoli – sono solo apparentemente fantascientifici. In realtà si tratta di temi attualissimi per molte nostre aziende che quotidianamente cercano di risolvere tutte quelle incognite sulla produzione di cibo nello spazio, che poi si tradurrà in un vantaggio industriale e occupazionale. Quello che impariamo oggi facendo crescere piante nello spazio ci permetterà di coltivarle meglio sulla Terra, anche nelle condizioni più estreme”.

“Life in Space” è stato solo un assaggio dei temi che vengono affrontati il 26 e il 27 maggio a Sperlonga al 7° Convegno Internazionale AgroSpazio, organizzato da Federlazio con la collaborazione scientifica di Aero Sekur, dell’Agenzia spaziale tedesca e dell’Università dell’Arizona. All’evento partecipano i maggiori esponenti scientifici del settore a livello mondiale e i rappresentanti delle maggiori agenzie spaziali (Asi, Esa, DLR, Nasa).

 

Fonte: askanews