Universitari italiani bocciati in sana alimentazione

Universitari italiani bocciati in sana alimentazione
alimentazione studenti

Gli universitari italiani si dimostrano negligenti sul versante dell’alimentazione e se le raccomandazioni sono di consumare frutta e verdura almeno 5 volte al giorno, solo il 44% consuma frutta almeno una volta al giorno; il che significa che il 56% non ne mangia affatto nel corso della giornata. Ancora; solo il 22,5% degli intervistati dichiara di mangiare verdura 2 volte al giorno.

In questo quadro sconfortante, le donne sono un po’ meno negligenti dei colleghi maschi. Quasi una ragazza su due (49,1%) e quasi 3 su 10 (27,7%) raggiungono il consumo giornaliero raccomandato rispettivamente di frutta e verdura, contro il 33,8% e il 12% dei maschi.

La dieta sregolata degli universitari emerge poi anche da altri dati della ricerca: meno di 1 su 10 (l’8,5%) fa, tra colazione, pasti principali e spuntini, i 5 pasti al giorno consigliati, 1 su 3 non fa colazione regolarmente e 1 su 10 consuma quantità eccessive di caffeina.

Il risultato è una fotografia degli universitari italiani in cui l’11% è in sovrappeso o obeso, con la percentuale maggiore tra i maschi: 18,5% contro il 7,5% delle ragazze.

Già negativi di per sé, questi dati hanno poi un’aggravante. Il 30% degli studenti universitari non svolge attività fisica, né regolarmente, né saltuariamente; il 24% fuma regolarmente, almeno una volta alla settimana il 42,2% beve alcolici di qualsiasi tipo, il 40% ha fumato almeno uno spinello e il 2% consuma altre droghe, a partire dalla cocaina, la più utilizzata tra gli studenti. Tra le donne invece 1 su 3 non si è mai sottoposta a una visita ginecologica.

“Questi dati – affermano i ricercatori – ci impongono di prestare una maggiore attenzione all’educazione a stili di vita salutari. Basterebbero pochi interventi per migliorare la situazione: dall’offerta di porzioni di frutta e verdura al posto di calorici snack nei distributori automatici, all’incremento della disponibilità di strutture sportive nei campus universitari, all’organizzazione di corsi che educhino all’uso consapevole delle nuove tecnologie, agli sportelli di counseling dentro gli atenei”, così come “promuovere un modello organizzativo che possa favorire uno stile di vita sano”.

Fonte: FreshPlaza.it